DOMANDE e SOLLECITAZIONI AMOREVOLI – STEFANO GIUST

DOMANDE e SOLLECITAZIONI AMOREVOLI – STEFANO GIUST

• Sbattersi e suonare davanti a 4 individui, editare cdr dalla tiratura di 50/60 copie. Perché fai questo?
che altro può fare chi fa musica?
Uno può fare tante cose, queste sono solo delle possibilità. Si può scegliere di fare altra musica, più commerciale, fare scelte più comode… Oppure si sceglie di suonare la propria musica, anche se si tratta di musica difficile, e certo ci si rammaricherà un poco ogni volta che ad ascoltarla saranno “4 individui”; pazienza, 4 persone almeno c’erano! Però và detto che non è sempre così, capitano infatti concerti ben pagati e con un pubblico più numeroso, attento e curioso se non anche preparatissimo. Ma poi, è davvero così importante il pubblico? Per tanti è fondamentale, sia perchè vuol dire più soldi sia perchè l’amore del pubblico scalda l’animo, e molti hanno bisogno di queste cose. Sarebbe anche interessante chidere a questo pubblico perchè va ad un concerto e cosa pretende, in ultima analisi, dalla musica che ascolta: scopriremmo che il 99% della musica del ‘900 e di questo primo decennio del 2000 non l’ha richiesta quasi nessuno. La musica va avanti per la sua strada, a prescindere dal pubblico. Non mi piace chi cerca il consenso e il compromesso.
• Per il piacere dell’amplesso occasionale?
Per il piacere di condividere ed anche per pagarsi un po’ da vivere, certo.
• Per irrisolte problematiche d’ego?
Grazie a Setola Di Maiale, ho potuto realizzare tutti i dischi che avevo in mente, il mio ego è ampiamente appagato.
• Accogli nel tuo mondo, l’idea che, fare arte, abbia una valenza terapeutica?
Qualche volta questo accade, altre volte no.

• Perché suoni dal vivo?
Perchè vivo per suonare.

• Perché dal vivo esisti?
Perchè suono per vivere.
• Perché sei vivo?
• Consideri esistenza questa condizione?
Certo!
• Sei indulgente con te stesso?
Abbastanza.

• L’attuale condizione dell’essere musicista, nella dimensione produzione e nella dimensione performance, ti crea un senso di spaesamento e d’isolamento?
Sappiamo tutti che fare dischi e soprattutto impegnarsi nei concerti, significa conoscere e intrattenere relazioni con tante persone, di ogni nazionalità e cultura; alle volte queste persone hanno punti di vista diversi dai nostri e spesso possono rivelarsi dei punti di vista interessantissimi. Questo non produce spaesamento, ma arricchimento! Possono nascere singolari rapporti di amicizia e tutto questo scalda il cuore se è anche questo che si intende nella domanda. Sono una persona che sta bene per i fatti suoi, ricerco l’indipendenza, ma che si ritrova comunque e serenamente in una vasta comunità di artisti. Poi, per quanto riguarda la “dimensione produzione” il mondo ne è pieno e le tue stanno in mezzo a queste, in un modo o nell’altro. C’è una grande varietà e non si deve avere paura di esserci in mezzo. Certe produzioni saranno blasonate e acclamate, altre lo saranno di meno, altre ancora non lo saranno mai e non necessariamente per ragioni artistiche. I dischi hanno visibilità diverse e diverse sono le risorse con cui sono stati prodotti. Per me tutto questo importa poco e per quanto mi riguarda, aggiungo che per un artista dovrebbero essere dati trascurabili. In pochi saranno d’accordo con me.

• Quale esigenza, ti porta oggi a considerare necessario il fattore produzione e live?
Quella di sempre! Un petti rosso dovrebbe volare? Un pesce rosso nuotare? I musicisti devono pensare, suonare e produrre. Serve una visione d’insieme per farlo bene, ciascuno poi trova le sue strategie per andare dove ha posto la propria meta.

• Che valore ha la tua performance in termini di qualità e onestà?
Non sta a me dirlo, anzi non mi interessa. Quello che so è che assecondo le mie urgenze artistiche, adoperandomi seriamente per fare le cose che faccio, nel modo in cui le faccio. Poi, che queste benedette musiche siano tra le più problematiche e difficili non mi importa. Che le mie strategie siano al limite non mi importa. Non ho mai adottato compromessi, pur avendone avuto le occasioni!

• Che storia vuoi lasciar di te? …hai in mente un orizzonte, un percorso, oppure… no?
Penso sia una domanda lecita, anche se retorica o quasi ridicola, oggi. Non fa male chiedersi con umiltà questa cosa, ti pone di fronte a delle questioni importanti, ti mette davanti a tutto il lavoro che hai fatto e che hai da fare: che cosa sto facendo? lo faccio bene? cosa voglio dire? Io penso che chiunque lavora duro sulle cose che produce troverà il suo “posto”, perchè ci sono infiniti “posti” da occupare: la storia dell’arte ce ne tramanda di ufficiali, altri circuiti off e underground ci raccontano di altre storie e personaggi, altri “posti” si inventano continuamente. Sicuramente non credo al podio olimpico nell’arte! Forse era inevitabile ragionare così quando c’erano in circolazione 100 solisti e 100 gruppi. Ho fatto tanti dischi, tutti difficili da reperire se non attraverso internet; sono uno diverso dall’altro, è difficile catalogarmi o etichettarmi perchè non sono solo un batterista di musica improvvisata e free jazz. Ci sono sempre delle idee musicali che passano trasversalmente in tutti i lavori in cui sono coinvolto e lo sono, coinvolto, in quanto ritrovo nei vari progetti e collaborazioni le idee, gli spazi strumentali e l’evoluzione di cui ho bisogno. Non ho mai prestato il fianco alle scelte facili, ho intrapreso una strada radicale di pormi rispetto al music biz, autogestendo totalmente la mia attività e curandomi poco delle relazioni “che posson servire”. Il prezzo da pagare è l’impopolarità. Sono totalmente immerso nella musica e considero i progetti in cui sono stato coinvolto – visti dalla mia prospettiva – come singoli tasselli di un mosaico più grande, in cui rientra tutta la musica che ho suonato fino ad oggi. E ringrazio tutti i musicisti con cui collaboro perchè mi hanno permesso questo, in uno scambio continuo. La mia clandestinità e indipendenza sono aspetti portanti della mia attività artistica. Per rispondere alla domanda, penso sia questa la mia storia. Per me la musica è la cosa più meravigliosa che potrei fare per vivere questo mondo e il mio risarcimento, per tutti gli sforzi, è già questo.

• Sei sicuro che l’esposizione a scopo terapeutico, non ti generi un panico da esposizione e da aspettative continuamente deluse?
Non aspettarsi nulla dagli altri rende la vita più serena. Il resto son regali.

• Il sistema che conoscevi e conosciamo è in agonia conclamata da tempo:
• Fai finta di nulla?
Condanno questo sistema ogni volta che me ne viene data l’occasione e alle volte me la prendo io stesso, l’occasione! In questo non mi risparmio mai, ritengo sia un dovere riconoscere e affermare pubblicamente che il re è nudo!
• Non ti poni il problema?
• Come lo affronti?
• Con quali astuzie diffondi cultura?
http://www.setoladimaiale.net
• Data la condizione comatosa dell’insieme, di nuovo, cosa ti induce a credere di esistere?
Per dire, nel 2010 ho suonato in 5 paesi: Inghilterra, Portogallo, Polonia, Austria e Brasile. Nello stesso anno sono usciti dei dischi miei. Devo ‘essere’ per forza, anche se poi le testate giornalistiche musicali che si trovano in edicola non hanno quasi mai prodotto un articolo approfondito e serio sulle cose che ho fatto e faccio. E questo vale per moltissimi artisti che conosco. Leggo invece di artisti americani con nemmeno molta personalità, che hanno prodotto un solo disco; vado poi ad ascoltarlo in internet e mi dico: boh. Ma non voglio male a nessuno, è giusto che ciascuno faccia le sue scelte, io ho fatto le mie.
• Fai resistenza?
É proprio di questo che si tratta.
• Lasci scivolar via tutto?
Solo ciò che non mi fa stare bene o non m’intriga. Ma non sempre ci riesco, in verità.
• Non te ne curi?
Alzo le spalle, guardo e passo. Ma non sempre ci riesco, in verità.

• Accade spesso di relazionarsi con l’esterno con usi e costumi prossimi al mondo del rock. Cioè, tutti noi, quando abbiamo due date di fila, facciamo un po’ di booking per creare un piccolo tour.
Ah questo vale per tutti gli ambienti non solo per il rock!
• Tutto questo casino di telefonate e mail porta davvero dei risultati?
Un vecchio proverbio friulano: “Non viene niente con niente”.
• Come sviluppare proprie strategie di relazione?
Rimanendo se stessi (ma questo vale se ci si ‘ritrova’ prima, prima di agire). Il resto è marketing, diplomazia, politica, strategia, opportunismo, ruffianeria, tutte cose probabilmente necessarie, che posson portare una carriera molto molto lontano… ma anche molto molto lontano rispetto a quello che si voleva dire e suonare e fare… Credo si debba avere chiaro in mente – sempre – da quale parte della barricata si vuol stare. So che molti musicisti considerano degli stupidi coloro che persistono in un certo clima di indipendenza, vuoi perchè suonano una musica impossibile, vuoi perchè hanno poco pubblico, vuoi perchè non fanno soldi, etc. Penso che costoro dovrebbero avere più rispetto di quanti operano certe scelte, visto che poi si ‘impadroniscono’ direttamente o indirettamente, coscienti o meno, del lavoro di questi ‘stupidi’! Su questo la storia parla chiaro!

• Hai scelto la frontiera, bene. La maggior parte dei suoni che produci ti tiene fuori al freddo, non è accogliente.
• Ascoltare certe cose non nasce da una naturale pulsione, è una questione di tempo ed educazione, si tratta d’imparare a decifrare segni e silenzi; mica cazzi.
• Perché, uno se le va a cercare?
Sono queste la grandi meraviglie degli esseri umani.
• La frattura tra artista e resto dell’universo è colmabile? Puoi proporre una mappa che ci/ti spieghi?
Quell’antica frattura varia la sua ampiezza a seconda del periodo storico, ma la verità è che gli artisti son sempre stati contrastati e mal visti. All’universo gli artisti piacciono di certo, le stelle sono un buon pubblico.

• Fai diventar storia i tuoi perché, i tuoi come e i tuoi gesti. Come li vorresti rappresentare idealmente?
Con la musica che tutti i miei “perchè”, i “come” e i “gesti” hanno prodotto in tutti questi anni. Anche se la mia coscienza mi dice che nulla è per sempre, nemmeno la storia.

PROVOCAZIONI ISOLATE

• Non si avvista orizzonte né punto d’approdo, stante ciò: perché ti ostini a produrre?
C’è sempre un punto d’approdo, deve esserci, fosse anche solo nella nostra testa. Ciascuno ha le sue verità e convinzioni per fare le cose che fa. Io le rispetto.
• Sei ricco?
No.
• Sei un mecenate?
No.
• Lo sai che suoni sempre nei soliti tre posti e prendi 50 euro a data come un manovale?
Ancora: non è sempre così, ci sono date pagate bene e altre male… Alcune volte suoni in posti incredibili e blasonati ed altre volte suoni in posti ammuffiti e brutti. Ciò che è importante davvero è testimoniare che non c’è solo la musica di intrattenimento, quella di massa, quella remunerativa; qualcuno deve mostrare che ci sono altre vie, altri orizzonti. E comunque nei posti a basso budjet puoi trovare una umanità incredibile, addirittura commovente, fatta di persone che si ostinano a promuovere con sacrificio e coraggio le musiche d’arte. Che prezzo ha questo? A ben vedere, fuori dai festivals, sono proprio i piccoli spazi o le piccole associazioni che fanno muovere le nostre cose… e a questo dato di fatto, vanno incontro tutti quelli che sono dentro queste musiche, quale che sia il curriculum di ciascuno!

EPISODICHE RIFLESSIONI

• Faccio quel che faccio, domandandomi se esisto… Siamo isole? …distanti e incompatibili?
Siamo isole con dei porti, dipende dal tempo se partono o arrivano navi. Ma possono arrivare anche dei malaugurati tzunami e allora…

TUTTO IL CASINO PER…

• Esplicitare una storia, la nostra.
• Collettiva.
• Dire di gesti, pensieri, movimenti, che altrimenti andrebbero persi.
• Di volti occasionali che ne hanno fatto parte un istante, di altri, sempre in prima fila, ad azionarsi ed azionare.
• Proviamo a diventar materiale didattico di repertorio, mica solo un ricordo sbiadito per pochi.

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STEFANO GIUST

Stefano Giust is an improviser musician, drummer, composer of electronic and acousmatic music, producer.

Born in Unterseen, Switzerland, in March ’68, currently he lives in Pordenone, Italy. He is a self-taught musician and he has started recording experimental music when he was 14 in a solo-project named Opera, for Italian label OEC.

He has recorded about 80 albums with his own main projects or as co-leader, mainly improvised music, free jazz and electronic music.

As drummer he has played among others with Dominik Gawara, Gianni Gebbia, Mick Beck, Vincenzo Vasi, Steve Beresford, Luc Ex, Edoardo Marraffa, Tristan Honsinger, Tobias Delius, Gianni Mimmo, Clayton Thomas, Mario Rechtern, Roy Paci, Wolfgang Reisinger, Carlo Actis Dato, Sakis Papadimitriou, Roberto Bellatalla, Xabier Iriondo, Chris Heenan, Patrizia Oliva, Edoardo Ricci, Giorgia Sylleou, Luca Miti, Eugenio Sanna, Andrej Bako, Daniele Pagliero, Mat Pogo, Renato Ciunfrini, MaryClare Brzytwa, Luigi Lullo Mosso, Vincenzo Ramaglia, Gareth Mitchell, Massimo Ceccarelli, Bob Marsh, Massimo Falascone, Karen O’Brien, Gianni Lenoci, Chris Iemulo, Jonas Kocher, IoIoI, Marcello Magliocchi, Roberto Ottaviano, Bart Maris, Nicola Guazzaloca, Domenico Caliri, Jonny Drury, Vittorino Curci, Andy Diagram, Giorgio Pacorig, Jacopo Andreini, Hannes Krebs, Tiziana Lo Conte, Bruno Romani, Guy Strale, Stefano Bartolini, Fred Casadei, Martin Wichtel, Valeria Merlini aka JD Zazie, Marino José Malagnino, Kanoko Nishi, Francesco Guerri, Marco Tabellini, Kilian Schrader, Ivan Pilat, João Filipe, Luca Cartolari, Alessandro Cartolari, Andrea Biondello, André Coelho, Fabio Sfregola, Stefan Krist, Sergio Fedele, Vito Maria Laforgia, Giuseppe Mariani, Jeppa K Hall, Claudio Comandini, Luciano Caruso, il poeta Federico Tavan, Eric Arn, Michele Brieda, Shawn Clocchiatti-Oakey, Cristiano Luciani, Marco Maurizi, Enrico Malatesta, Michel Le Maigne, Giorgio Simbola, Daniele Giannotta, Emmanuel Louis, Filippo Giuffrè, Dario Fariello, Antonio D’Intino, Frantz Loriot, Andrea Laino, Tuia Cherici, Maurizio Suppo, Norontako Bagus Kentus, Alessandro Boscolo, Victor L. P. Young, Federico De Pizzol, Marco Crestani, Claudia Cancellotti, Paolo Capovilla, Igor Alban Chevalier, Teho Teardo, Fulvia De Colle, Marco Carcasi, Pat Riské, Lorenzo Commisso, Paul Snowdon, Walter Belloni, Patrizio Pica aka Ben Presto, Bartolomeo Sailer aka Wang Inc., Luca Vortex, Sergio Cacherano Staropoli, Mike Goyvaerts, Margarida Guia, Marco Loprieno, Nicole Legros, Pierpaolo Caputo, Davide ‘Did’ Lorenzon, Alessandro Fiorin Damiani, Alberto Collodel, Jean-Michel Van Schouwburg, Lorenzo Gabriele, Francesco Rosati, Andrea Gulli, Paolo Pascolo, Manfred Riolsperger, Lucio Corenzi, Gianluca Varone, Errico De Fabritiis, Stefano Cogolo, Deborah Walker, Silvia Tarozzi, John Cuny, Massimo Miola, Rinus Van Alebeek, Mikaele Pellegrino, Marco Eneidi, Herbert Lacina, Stefano Ferrian, Luca Pissavini, Alexandre Soares, Gustavo Costa, Henrique Fernandes, Beppe Scardino, Hervé Boghossian, Jeff Gburek, Edi Leo, Pino Montecalvo, Silvia Kastel, Ninni Morgia, Noel Taylor, Diego Cofone aka Dicofone, Andrea Reali, Keiko Higuchi, Paed Conca, Luca Serrapiglio, Carlo Garof, Cristiano Calcagnile, Stéphane Rives, Liz Allbee.

With other musicians he gave life to the projects Camusi, Crash Trio, Papiers Collés, Ipersensity, Carver, Gamra, Aghe Clope, NOTG, L’Amorth Duo, Gbur, Gebbia/Giust/Iriondo Trio, Ògun, Black Taper Taiga, Suonimmagine, Kongrosian Trio, Squame, Skinstrings, Babelis Project, Setoladimaiale Unit, Nudocrudo, Margine, Orbitale Trio, Le Bambine, Redglass Hearts, Opera; collaborations and performances with Rediffusion (UK), Roy Paci’s Furious Alchemy Collective, DIN-Collective (UK), Trio Solzenicyn, Strähne Trio (DE), Lendormin, Gravida (I/USA), Maisie, Vonneumann, Phil Minton’s Feral Choir, Larsen Lombriki, Sektor 304 (PT), Vincenzo Ramaglia’s Chimera, Bologna Improvisers Orchestra, Collectif Inaudible (BE), Blistrap (UK).

He has toured Italy, England, Scotland, The Netherlands, France, Germany, Spain, Portugal, Switzerland, Austria, Slovenja, Belgium, Poland, Brasil.

He has played at international festivals as Drittes Kleines Festival Der Anderen Art (Bern), Interpenetration Festival (Graz), Mostra SESC de Artes (São Paulo, Brazil), Italian Jazz Rebels (Bologna), Festival Sons Libérés (Bruxelles), Retrograde In The Dromosphere Festival (Poznań‎, Poland), Fonomanie (Bari), Pre Sonar Event (London), Scatole Sonore (Roma ’07, ’08, ’09), Mopomoso (London), Note Non Note/Nuove Partiture e Improvvisazione (Biblioteca Nazionale Centrale, Roma); artistic contexts as the 48th Venice Biennale (’99), B.I.G. Biennale Internazionale Arte Giovane (Torino), Hic Et Nunc (Udine ’02, ’03, ’04), AD’A-Area D’Azione (Rocca Sforzesca, Imola), Azioni Inclementi (Vicenza); art galleries as Neon Campobase (Bologna), Villa Manin Contemporary Art (Udine ’02, ’05, ’06), Illuseum (Amsterdam), Galleria Contemporaneo (Venezia); theaters as Teatro Santana (São Paulo, Brazil), Teatro Miela (Trieste ’90, ’04), Passos Manuel (Porto), Teatro Abeliano (Bari), Petit Théâtre Mercelis (Bruxelles), Teatro San Leonardo (Bologna); clubs as Vortex (London), Wendel (Berlin), Fluc/Moozak (Wien), The Klinker (London ’07, ’08), Celeste – Neu New York/Vienna Institute Of Improvised Music (Wien), Postgarage (Graz), La Centrale (Bordeaux), Sowieso (Berlin); cultural centers as ZDB/Galeria Zé Dos Bois (Lisboa), Reitschule (Bern), Rialtosantambrogio (Roma), The Foundry (London), Amann Studio (Wien), Staalplaat (Berlin), Leoncavallo (Milan); churches as Abbazia di San Zeno (Pisa); University as Academy Of Fine Arts of Bologna, DAMS of Torino; audio-video festivals as Lago Film Fest; live performance at radio broadcasters as Resonance 104.4FM (London Musicians’ Collective, London ’05, ’09), Radio Kairos (Bologna). He has performed live soundtracks for movies by Marcel Duchamp, Fernand Léger, Man Ray, Stan Brakhage, Manucinema, Ciprì e Maresco, Derek Jarman and others.

As composer of acousmatic, electronic and creative music, some of his works have been used by experimental film directors Giovanni Andreotta, Fabrizio Personeni and video-installations by Gorazd Krnc, Toni Mestrovic, Alessandro Amaducci, Sammlerfamilie/Filoart, Tullio De Gennaro, Renzo Cevro-Vukovic, Lorenzo Commisso, Alan De Cecco aka Soda, Iris Ollschewski, Sguardi Sonori. Some of his electronic music have been played in a video documentary and theatre piece performed at the National Theatre of El Salvador (San Salvador). The multimedia project Papiers Collés has been rewarded by Italian Ministry of Instruction – Department of Arts and Research (’05).

In 1993 he has founded the undeground label Setola di Maiale as a network/catalogue of avant-garde musicians who has released his work as well as the work of many international artists: up to now he has produced 200 albums involving about 350 musicians; connected to this project, he has also organized 3 festivals.

www.myspace.com/stefanogiust
www.setoladimaiale.net

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Una risposta a DOMANDE e SOLLECITAZIONI AMOREVOLI – STEFANO GIUST

  1. Bruno ha detto:

    Belle parole Stefano, poco o niente da eccepire.

    B.S. Clocchiatti-Oakey

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